Visualizzazione post con etichetta POESIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POESIA. Mostra tutti i post

venerdì 27 gennaio 2023

LETTERIAMO - il concorso letterario dell'ITES Barozzi

 Il concorso letterario interno LETTERIAMO è giunto alla seconda edizione

Ecco la nostra video presentazione!


Partecipate numerosi!

Vi aspettiamo!

martedì 17 maggio 2022

"LETTERIAMO" - PRIMA EDIZIONE CONCORSO LETTERARIO

Quest’anno alcuni studenti del Barozzi, dalla prima alla quinta, hanno deciso di ”mettersi in gioco” in maniera particolare, lasciandosi guidare dalla loro fantasia e creatività, per partecipare alla prima edizione del concorso letterario "Letteriamo".
Le loro opere, poesie e racconti, hanno spaziato dall’attualità a particolari sensazioni o specifici sentimenti. Emozioni, immaginazione ma anche particolari punti di vista emergono dai loro testi e sono un’utile occasione per riflettere.

Hanno partecipato al concorso gli studenti: Wisal Znaidi (1D), Entela Sinaj e Maria Chiara Bulgarelli (1G), Sara Luppi, Raffaele Napoletano e Simone Volpe (1M), Chiara Mingione e Martina Lanzo (3ERIM), Sofia Cuoghi e Sofia Monari (4AAFM), Alessia Ferrari (4BRIM), Ibelis Lara Liben (5ASIA).

                    

I primi tre classificati hanno ricevuto dei buoni spendibili per l’acquisto di libri.

Primi tre classificati SEZIONE POESIA:

1. Sofia Cuoghi
2. Sara Luppi
3. Rafaele Napoletano

Primi tre classificati SEZIONE RACCONTO:

1. Simone Volpe
2. Maria Chiara Bulgarelli
3. Entela Sinaj

     

Ed ecco le opere vincitrici:

Leggiera Maraviglia Passata

di SOFIA CUOGHI 


Ricordo
la vita tua funesta, 
la tua precoce morte
così vicina alle tue gesta.

Lontane,
le nostre anime
or che la bestia ti portò con sé: 
e un corteo di note nere
e campane
e tristi tamburi 
sonarono in me.

Ed il battito tuo cessò, 
assieme al tuo soave respiro 
e qui, io vi lasciai
parte di questo dolente cuore.

Buon’anima eri tu, ed in ogni attimo 
respiravo aria limpida,
stando dinnanzi a te.

Guardo ora un fuggente ricordo 
che volar via non può,
uguale saresti stata:
inerme col tuo splendere
ed il tuo cinguettar parole non audite.

Chissà, se speranzosa tu mi guardi. 
Chissà, se da lontano tu mi vegli.
Chissà, se presto o tardi
li occhi tuoi rincontreranno i miei. 
Laddove tutto tace,
tutto dorme sveglio,
in un per sempre eterno.


CAPPUCCETTO ROSSO, O FORSE.
di SIMONE VOLPE


C’era una volta una ragazzina di nome "Cappuccetto Rosso".

Un giorno doveva recarsi dalla nonna e portarle dello gnocco fritto ed una fiaschetta di vino in dono, dato che la vecchietta non stava tanto bene.

La madre si raccomandò: “Quando passi per il bosco stai attenta ai tre porcellini che sono ghiotti di lupo arrosto”. Sbuffando, Cappuccetto Rosso prese il cesto, la mascherina, il disinfettante, mise il guinzaglio al lupo e partì.

Dopo qualche minuto arrivò dalla nonna, ma non la trovò. Al suo posto c’era la strega di Hansel e Gretel.

Cappuccetto esclamò: "Cattiva! Hai mangiato la mia nonna!” ma l’anziana signora ribatté:”Uè carina, intanto tira su la mascherina… Io sono vegetariana e sono qui per dirti che tua nonna è stata rapita. Si trova nella torre del castello del mago di OZ.”

La bimba chiese: "Ma chi l’ha rapita?”,

”Sono state Cenerentola, la piccola fiammiferaia e la Fata Madrina. Hanno preso in ostaggio pure le due sorellastre, Crudelia Demon e Capitan Uncino. Tutta brava gente, insomma….”

Cappuccetto spaventata esclamò: "Ma chi mi garantisce che è la verità?”, “Noi!” esclamarono il gatto coi sandali e Pinocchio. “Ah, allora ok! Mi perdoni, strega per aver messo in dubbio la sua sincerità ” Rispose Cappuccetto.

“Cosa devo fare?” Chiese allora la bimba….,

“Devi arrivare all’albero degli indovinelli, entrare nel castello e liberare tutti quelli intrappolati nella torre ”.

Cappuccetto si incamminò ed incrociò belli addormentati e venditori ambulanti di pere avvelenate, ma la bimba li ignorò e dopo qualche ora arrivò all’albero degli indovinelli.

Appena vide la bambina, l’albero creò un muro di rovi appuntiti alto cinque metri a difesa del castello, poi parlò e disse: “Hai tre indovinelli, tu me li poni e io indovino, se li indovino tutti, tu non passerai”

Cappuccetto rispose: “Ma non dovrebbe essere il contrario?” l’albero scocciato rispose: "Primo, sono in ferie, secondo, c’è qualcosa di normale in questo racconto? Terzo, terzo…..non mi viene in mente…. ma adesso spara gli indovinelli, se vuoi passare”

“Ok” rispose la bimba, “Più si spoglia, più fa freddo, cos’è?” “L’albero” rispose l’albero,

“Più è nera, più è pulita, che cos’è?” “La lavagna” rispose l’albero

“Sappi che hai l’ultima possibilità. Io sono qui da sempre, ho tutta la conoscenza del mondo e quindi, concentrati….”

Cappuccetto rifletté e chiese: "Perché Mosè si fermò davanti al Mar Rosso?” Dopo qualche secondo l’albero rispose: "Caspita questo sì che è un indovinello difficile.”

Ci si arrovellò quindi per ore e ore, per parecchi giorni e notti ma, alla fine, si arrese.

Cappuccetto che era sopravvissuta alla fame e alla sete grazie allo gnocco fritto e alla fiaschetta di vino, allora gli chiese: “Quindi posso passare?”

"Sì" rispose l’albero “ma, dimmi, perché Mosè si fermò davanti al Mar Rosso?” “Perché aspettava che diventasse verde!” rispose la bambina.

“Geniale! Assolutamente geniale!”

L’albero allora fece sparire il muro di rovi appuntiti, Cappuccetto arrivò quindi al portone del castello e, dopo aver mostrato il green pass, entrò e fu investita da un urlo fragoroso:

“Sorpresa! Felice compleanno!! “

C’erano proprio tutti comprese la nonna e la mamma. Cappuccetto quindi disse: “Ma allora era tutta una messa in scena?”

“Certo!” esclamò la nonna “Dovevamo tenerti lontana dai preparativi. Vedrai, tesoro, avrai una festa di compleanno da mille e una notte!!”

La bimba commossa, allora, ribatté :” Grazie a tutti! Vi voglio bene! Siete proprio una favola…..”

giovedì 11 giugno 2020

LA MUSICA CI CAMBIA E CI SALVA

“La musica ci cambia e ci salva" Ezio Bosso

Caro alunno del Barozzi, spesso ti sarà capitato di conoscere dei ragazzi di una
classe diversa dalla tua, durante la ricreazione, grazie ad un progetto o durante una
gita, ma su MEET? In un'attività DaD, a distanza??  
Sembra impossibile e invece è quello che è capitato a Federico Di Lauro di 2C e Sofia Cuoghi
di 2D grazie al fatto di avere in comune la stessa docente di Italiano, la prof.ssa Tanzillo, e lo stesso amore per la musica. 
Dalla loro collaborazione è nato questo video in cui Sofia si è divertita a interpretare una poesia scritta da Federico dal titolo "L'effetto della musica."
Questo video vuole essere non solo un omaggio alla musica, allo spirito di
collaborazione tra pari, ma anche un ossequio ad un grande e noto compositore
italiano, Ezio Bosso, morto prematuramente il maggio scorso a seguito di una
malattia degenerativa.

lunedì 8 giugno 2020

Il Canto popolare parla di noi e della nostra storia … “La Ghirlandèina”


Abbiamo scelto di pubblicare questa canzone, consigliataci dai nonni di Lisa perché parla della Ghirlandina, SIMBOLO della nostra città di Modena. Inoltre i nonni Vittorio ed Ersilia ci hanno raccontato che questo canto si faceva in gruppo mentre si lavorava nei campi, in modo tale da alleggerire la propria giornata di lavoro.
La Ghirlandina viene descritta come una visione, ovvero qualcosa di maestoso da ammirare e sembra una preghiera perché ne parla come se fosse una divinità.
Questo canto popolare ci fa capire che chi la canta è molto legato alla Ghirlandina, considerata come qualcosa di meraviglioso… dalla sua punta si riesce a vedere una bellissima vista: la città sotto con i suoi cittadini e i passanti, i monti e il mare lontano.
Infine canta “tèra di zemian” la terra dei geminiani in onore del Santo di Modena, ovvero San Geminiano.

Cùma t’è bèla, chèra Ghirlandèina,                    Come sei bella, cara Ghirlandina,
Te pèr un quel d’insàni, una vision!                   Mi sembri un sogno, una visione!
Bianca, in tla préma lus ed la matèina,               Bianca, nelle prime ore della mattina,
Te pèr un’urazioun.                                             Sembri una preghiera.
 
 Rit. Ghirlandèina, véta mia,                               Rit. Ghirlandina, vita mia,
        T’è por bèla, csa t’em piès!                                  Sei proprio bella, come mi piaci!

Vè che tarr! Che maravia!                                   Guarda che torre! Che meraviglia!
Ciàpa, to’, ch’at bott un bès!                               Prendi, to’, che ti butto un bacio!
Bianca, slanzèda, cun la punta al zél                   Bianca slanciata, con la punta al cielo
Al campanoun ch’al t’fa totta termer                  Il campanone che ti fa tremare tutta
Guardian piò vigilant e piò fedel                        Guardiano più vigilante e più fedele     
An gh’è dobbi cater                                            Senza dubbio non si trova.
Dal bianchi balaostri, pò… che vésta!               Dalle bianche balaustre, poi.. che vista!
La zitè satta, i mont e al mèr luntan                    La città sotto, i monti e il mare lontano
Du fiom lusent, i camp in bèla vésta:               Due fiumi lucenti, i campi in bella vista:
La tèra di zemiàn.                                                La terra dei geminiani.

Qui potete trovare il link della canzone: https://youtu.be/xgK3rhvZ0sg

Lisa Nappi, Laura Davoli, 
Marika Rinaldi, Alessia Bruzzese,            CLASSE 2C
Giulia Buonocore, Xhordan Vallaj 

lunedì 1 giugno 2020

LIBERAMENTE... POETICHE EMOZIONI


Ciao! Sia
mo Laura Davoli e Lisa Nappi di 2 C.

Leggendo  "Ciò che inferno non è " di Alessandro D'Avenia, ci siamo soffermate sulle emozioni dei personaggi e con dieci aggettivi scelti dal libro siamo riuscite a scrivere due poesie, tutte nostre, che condividiamo con voi.



           Quello che ti dice il Cuore di Laura Davoli

L’amore è immortale e brillante,

provoca belle emozioni che derivano dal cuore,

che è felice sapendo di poter essere condiviso con qualcun altro.

L’ amore non è sempre facile,

è a volte ambiguo,

ma con lui non ti senti solo.

L’amore è inimmaginabile e naturale, 

ed è dolce poter pensare a due persone che si amano nel giorno e nella notte.


La ragazza felice  di Lisa Nappi

Lei era bella, immortale a tutto e a tutti.

Lei, una ragazza molto impaurita con degli occhi azzurri stralunati ma soprattutto brillanti come un diamante.

Lei che non è una ragazza facile e che cerca di realizzare tutti i suoi sogni. 

Lei che è una ragazza felice.


Questi sono gli aggettivi: immortale, brillante, belle, felice, facile, ambiguo, solo, inimmaginabile, naturale, dolce.

Perchè non provate anche voi? il nostro blog #ilbarozzinonsiferma sarà felice di pubblicare anche le vostre ‘poetiche emozioni’


mercoledì 27 maggio 2020

LIBERAMENTE ... POESIE

Ciao, mi chiamo Sofia Cuoghi e frequento la classe 2 D.
Oggi voglio presentarvi un video con un testo poetico scritto e recitato da me.
L’idea è nata da un’attività proposta dalla mia docente di italiano, prof.ssa Francesca Tanzillo,
nell'ambito del modulo dedicato alla poesia.
Il compito consisteva soprattutto nel fermarsi per sentirsi e ascoltarsi…proprio come fanno
probabilmente i poeti quando scrivono le loro opere. Ho preso ispirazione dalla mia visione della
vita: il mare, in tutte le sue sfumature, come metafora della vita stessa.
Attraverso questo breve video voglio rappresentare anche la leggerezza e la speranza di cui, mai
come in questo particolare periodo storico, tutti noi abbiamo bisogno!


martedì 19 maggio 2020

LIBERAMENTE ... POETICHE EMOZIONI


Qual è l'effetto di fermarsi ad osservare un quadro?
Dar voce alle proprie emozioni, quelle che spesso si soffocano?
Forse.
Clicca i puntini lampeggianti e lo scoprirai!


Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; 
e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.
George Bernard Shaw

Prova anche tu caro lettore,come hanno fatto Marika, Lisa, Federico, Lucia, Alice, Luca ed Erika.
Contempla a lungo questi due bellissimi quadri di Henri Matisse e Claude Monet o il tuo quadro preferito e scrivi tutto quello che ti dice il cuore per dar vita ad una poesia o ad una frase che descriva i tuoi sentimenti. Non aver paura e crea! 
prof.ssa Francesca Tanzillo